Appleton Estate – Aria nuova in casa Spence

Circa un mese fa ho partecipato a una splendida masterclass organizzata da @luka_style e @leviedelrum_marco_graziano per presentare la nuova linea @appletonestateja. In questa panoramica affronteremo tutti i nuovi blend, uno per uno, scoprendo se i nuovi blend sono all’altezza dei vecchi, con qualche piacevole new entry.

Il Reserve 8 anni entra di prepotenza come nuovo entry level Appleton. La prima differenza, non di poco conto, è che è dichiarato l’invecchiamento minimo di 8 anni.

In generale già al naso si capisce che l’intento di Appleton con questo entry level è stato quello di dare maggiore struttura e caratterizzare un po’ di più la gamma già dal suo livello base. Pur rimanendo nell’eleganza che contraddistingue da sempre i rum Appleton si percepisce maggiormente la scorza d’arancia e il sentore di spezie. Quasi piccante il gusto, sicuramente coerente con le impressioni date dell’olfatto. Note di miele di castagno accompagnano verso il finale. Rispetto al blend precedente c’è più sostanza e sinceramente lo vedrei bene sia in un #oldfashioned che bevuto liscio, il signature era prevalentemente da miscelazione.

Sul finale emerge la sua nota minerale, provoca salivazione, e questo è un bene, invoglia a berne ancora.

Premetto che il Rare Blend edizione fiaschetta (era la forma della vecchia bottiglia) è sempre stato un must have nella mia riserva di rum. Ma stasera parliamo della nuova edizione che cambia anche nome, oltre che bottiglia, e diventa Rare Cask. Abbiamo un blend in cui il rum più giovane ha 12 anni e il più vecchio, dicono alcuni ben informati, oltre 50. E’ simile al vecchio blend ma qualcosa è cambiato. In generale ha guadagnato in morbidezza, al naso è meno pungente e si sente bene una bella nota di cacao.

Assaggiandolo vengono confermate le note olfattive, con una virata verso l’arancio e una speziatura più marcata. Finale bello e che sta sul caffè.

Sono diversi, lui e il suo predecessore, io personalmente rimpiango un po’ il vecchio blend, che era un po’ più tendente, ma sempre con estremo equilibrio, ai sentori tipici Jamaicani. Sarà il fascino della fiaschetta!

In ogni caso si tratta di un ottimo rum, e sinceramente credo che continuerò a non farlo mancare mai nella vetrina, anche perché l’ultima bottiglia l’ho finita ieri 😁. Voi che ne pensate?

Se con il Rare Cask eravamo saliti di livello con il nuovo Black River Cask siamo su un altro pianeta. Appleton Black River Cask è nuovo di zecca ma già ne voglio comprare una bottiglia. Mi ha stupito più del previsto.

Al naso si rivive un po’ il fil rouge Appleton, con orange peel ben evidente ma qui c’è anche più intensità, le note di torrefazione sono più forti.

A sto punto pensi: “vabbè sarà un 12 rinforzato”. E invece no. Palato molto più Jamaicano, astringente con melassa e legno che vengono fuori alla grande. La cosa che più mi ha sorpreso è l’equilibrio con cui emerge l’invecchiamento caraibico, legnoso ma aromatico, un po’ di liquerizia sul finale. La frazione pot secondo me aiuta a dare tutto questo splendido gusto.

Ha vinto sul 12? Beh, il cuore e la nostalgia dicono forse, ma il cervello non ha dubbi…. Mamma mia….. Speriamo in un prezzo come da tradizione Appleton.

Che colpo!

E siamo giunti alla fine di questo percorso tutto targato @appletonestateja . Si va sul top della gamma, blend di rum invecchiati da un minimo di 21 anni fino a…. Chissà, laggiù nascondono rum di oltre 50 anni! Diciamo subito che al naso i sentori virano più sul fico caramellato, comunque bello ricco, anche cioccolato, quei bei cioccolati con la giusta acidità. Un po’ meno marcata l’arancia che lascia il posto a un po’ più di vaniglia.

Considerando l’invecchiamento ho deciso di lasciarlo un po’ nel bicchiere prima di berlo.

Al palato l’intensità è notevole, assolutamente coerente nei sapori con quello che il naso aveva anticipato. È tendente al secco ma con una morbidezza e un equilibrio eccezionali. Il legno è elegante e il finale è lungo, leggermente speziato.

Considerando l’invecchiamento caraibico non so come possano ottenere questa morbidezza con questi anni passati in botte. Sicuramente non mentendo su anni di invecchiamento o aggiunte posticce. Dott.ssa Joy Spence qui ha creato un mostro di eleganza

Rapporto qualità-prezzo: allora la vecchia versione era ragalata, ora al prezzo di 69 euro si prende il Black River, il 21 si è alzato di livello e costa attorno ai 110 euro.

Di questa carrellata forse il più estroverso è il 15 anni. Il 21 è proprio un mondo a sé, prende gli aspetti migliori di tutta la gamma e li eleva alla ennesima potenza.

Author:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *