A Perfect Rum Day – Ospiti a casa Velier per un giorno

Genova, 2 Ottobre 2021. Non sapendo da dove cominciare, vista la quantità di temi affrontati e prodotti degustati, ho deciso di raccontarvi la giornata esattamente come l’ho vissuta. Velier, grazie all’aiuto di Tullio (solorum.it), ha invitato un manipolo di Rum Lovers italiani per trascorrere una giornata all’insegna del buon bere e dello scambio di opinioni. Ed eccoci qua, in questa giornata autunnale genovese che sa tanto di estate, viste le temperature e il sole splendente. Vi dico subito che entrare nel cancello del parco di Villa Nuovo Paradisetto mette un po’ di soggezione. Probabilmente l’emozione scaturisce dalla consapevolezza di mettere piede in casa della vera Rockstar del Rum a livello mondiale: Luca Gargano.

La prima persona che incontriamo, e che non ci lascerà mai fino a notte inoltrata, è Giacomo Bombana, il nostro Virgilio per tutto il giorno. Grazie a lui abbiamo il primo incontro con l’idea che sta alla base di tutto il progetto della nuova sede. Avendo letto il libro “Nomade tra i barili”, passeggiando nel verde che circonda la villa si può cogliere l’essenza dell’idea di Luca Gargano della relazione fra uomo e natura. Il verde più selvaggio della macchia mediterranea e la cura per l’orto che circonda la sede aziendale si intrecciano in un mix meraviglioso. Mentre ci troviamo sotto un albero di cachi ecco arrivare il padrone di casa. Ci presentiamo, ognuno di noi con il proprio vissuto, la nostra storia d’amore con il Rum, giovani e meno giovani. Comincia così, verso le 13, questa giornata che andrà avanti fino a che le forze non ci abbandoneranno del tutto.

Nessuna conversazione interessante è mai partita da un bicchiere d’acqua e un piatto di insalata, per cui cominciamo subito a sederci a tavola, e tra bicchieri di vino molto interessanti e fette di pata negra ecco arrivare i primi racconti sulla storia del Rum (a noi di Rummiamo.it tanto cara) e la prima provocazione firmata Luca: “ma voi, cosa ne pensate dei rum continental aged?”. La discussione si accende e premetto che non si è discusso di bontà o genuinità dei prodotti continental vs tropical. Il punto, su cui mi sento di essere d’accordo con Gargano, è la trasparenza e il rispetto per il lavoro che sta dietro alla release di un prodotto con invecchiamento 100% tropicale. Se avete letto qualche recensione qui su Rummiamo.it ormai avrete capito che invecchiare ai caraibi comporta una perdita di liquido annuale spaventosa dal punto di vista economico. Ecco, è giusto vendere un prodotto con indicazione in etichetta “invecchiato 25 anni” senza specificare dove sia stato eseguito l’invecchiamento, quale angel share abbia subito? Pensiamoci, quando acquistiamo un rum invecchiato 12 anni ai caraibi stiamo parlando di qualcosa di raro, difficilmente gestibile e frutto di un sapiente lavoro che si tramanda da generazioni.

Dopo aver pranzato ci siamo spostati sulla terrazza dell’ufficio del patron di Velier, in cui abbiamo partecipato ad un gioco tanto sadico quanto interessante. Undici bicchieri di rum bianco davanti a voi, assaggio alla cieca cercando di risalire al paese di origine, alla materia prima di produzione e se proprio siete in forma anche la referenza esatta. Non è semplice come sembra e il tutto assomiglia tanto ad una roulette russa. Abbiamo tutti cominciato a sudare freddo. In realtà è stato un bell’esperimento, che ancora una volta ci ha dimostrato la potenza e la diversità di questo distillato, soprattutto da bianco senza invecchiamento. Fra i vari protagonisti della degustazione sul podio salgono sicuramente Rivers, Clairin Sajous e l’outsider Barbosa Grogue.

Nei prossimi giorni vi racconterò scendendo nei dettagli di ciò che abbiamo bevuto ma oggi vorrei condividere con voi l’aspetto più emozionale di questa giornata. Dopo aver fatto figure più o meno brillanti nel gioco sui rum bianchi Angelo Canessa ci ha accompagnato nel suo regno, il suo bar all’interno di Velier. E qui abbiamo potuto vedere anni di studio e di sperimentazione venire fuori da uno shaker ghiacciato. Il daiquiri, questo drink all’apparenza così semplice, è stato servito e degustato in tante varianti, ognuna delle quali aveva lo scopo di esaltare il protagonista della giornata: il Rum. Dovremmo soprannominare Angelo “l’uomo che sussurrava agli Shaker” vista la sua abilità nel capire quando il drink è pronto semplicemente ascoltando il suono del liquido a contatto con il ghiaccio. Tra un drink e l’altro è stato possibile anche degustare alcune chicche che sono già finite nella lista acquisti per il prossimo giorno di shopping: sto parlando di Savanna Habitation Velier e le varie referenze della distilleria Nine Leaves. In questo caso si sono incontrate le mie due grandi passioni (il Rum e il Giappone) e da questo incontro non potevano che nascere grandi soddisfazioni.

Dal piano più basso della villa ci siamo spostati, in orario aperitivo, nella mansarda della sede di Velier. A mio parere questo è stato il momento clou della giornata, abbiamo infatti cominciato una serie di assaggi in anteprima mondiale (parole di Luca Gargano quindi ci fidiamo) delle prossime release targate Velier. In successione abbiamo affrontato il nuovo Providence Dunder&Syrup (prodotto dall’aromaticità unica), le nuove edizione di Papalin alle diverse gradazioni in cui verranno messi in commercio, due Beenleigh con caratteristiche di invecchiamento uniche, un Appleton pot still del 2003 e ancora quella che sarà una bottiglia da acquistare in quantità industriale: il nuovo Hampden Pagos. Ora, tutte le referenze che ho citato poco fa sono qualcosa di unico, vere esperienze gustative. Ma il Pagos mi ha letteralmente rapito, stiamo infatti parlando di un Rum Hampden invecchiato poco meno di due anni in botti che hanno realmente contenuto Sherry per tutta la loro vita. Ecco, due anni passate in queste botti hanno reso questo Hampden semplicemente fantastico. Per cui mi chiedo, tutte le bottiglie che vediamo in giro targate come Sherry Cask lo sono davvero? Il dubbio è che tanti rum dichiarati invecchiati in botti ex sherry lo siano solo sulla carta, magari facendo un passaggio in botti che hanno contenuto sherry, o qualche suo surrogato, per qualche mese e poi via. Per me è stata la stessa sorpresa di quando, dopo anni che mangi pesche del supermercato, ne assaggi una appena raccolta dall’albero. Autentico.

In teoria Luca Gargano sarebbe dovuto stare con noi fino all’orario di cena. Fatto sta che alle 23 eravamo ancora sul suo terrazzo a chiaccherare di Rum e della vita davanti alle prossime tre release di Caroni Employees, anche questi in anteprima mondiale. Per me, ma mi sento di dire anche per gli altri ospiti di Velier, è stata una giornata indimenticabile. Non posso che ringraziare tutti quelli che l’hanno resa possibile. Nei prossimi giorni comincerò a buttare note più precise di tutti i prodotti che ho avuto la fortuna di assaggiare, ma intanto spero vi siate emozionati nel leggere queste poche righe come io mi sono emozionato nello scriverle. A presto, qui su Rummiamo!

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